Entrambi avete fatto disco da solist. Come mai questa decisione? Il prossimo album targato OneMic uscirà dopo questi tre? O ci state già lavorando?
Io penso che noi tre siamo tutti dei potenziali leader, con tre diverse cose da dire, esperienze e opinioni. OneMic nasce come un microfono per tre teste e “Sotto la cintura”, nel suo complesso, poteva racchiuderci completamente; tuttavia quando senti l’esigenza di raccontarti e vuoi fare un processo di autoanalisi per arrivare a lasciare qualcosa di tuo, non puoi farlo con altre due persone. Per questo io penso che sia una cosa assolutamente normale fare tre dischi separati. Il ritorno a OneMic ci sarà sicuramente.
Il discorso è nato dopo “Sotto la cintura”. Raige primariamente aveva deciso di uscire con un album da solista ed Ensi aveva una mezza situazione in ballo mentre io subito non avevo progetti simili. Poi però ho vissuto alcune situazioni personali che mi hanno portato ad iniziare a scrivere ed è stato un processo naturale cominciare a lavorare da solo. Dopo 4 mesi passati a fare beat su beat ho iniziato a scriverci sopra. Avevo le cose da dire ed ho iniziato a buttarmi a capofitto in questo progetto. Per quel che riguarda la seconda parte della domanda, sicuramente c’è lo spirito per rifare altre cose al livello di “One Mic”, però dobbiamo fare i conti con problemi logistici e tutti gli impegni delle nostre vite, dal momento che il rap non è la nostra unica occupazione, purtroppo. Comunque per ora non ho intenzione di avere una carriera da solista.
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L’anno scorso vi abbiamo chiesto quale fosse stato il vostro processo evolutivo dai primi demo a “Sotto la cintura”. “Tora-Ki” e "C.a.l.m.a." rappresentano un gradino in più. Come si collocano all’interno del vostro processo evolutivo? Quanto e come credete di essere maturati come artisti rispetto a un anno fa?
Come collocarlo nel mio processo evolutivo non lo so, secondo me è un punto di fine e d’inizio, da lì si resetta tutto e si riparte. Sicuramente è totalmente diverso da quello che sto facendo adesso. Penso che quello che ho fatto in “Tora-Ki” sia a metà strada da quello a cui sono arrivato ora. Posso comunque dire che mi sento maturato come artista, ho più consapevolezza di quello che faccio e di quello che voglio fare.
Alla base di questo mio nuovo modo di rimare e di vivere l'Hip Hop ci sono state tante cose. Per esempio ho fatto un viaggio in America a Giugno che ha cambiato i miei parametri d’ascolto. Prima infatti mi preoccupavo di capire cosa fosse “real” e cosa non lo fosse ora invece sono giunto alla conclusione che siamo noi ad idealizzare un qualcosa che non esiste. La mentalità che ho adesso è che se una cosa ti piace l’ascolti, se non ti piace non l’ascolti. Infatti ultimamente ascolto dischi che avrei sicuramente evitato a priori in passato a causa di preconcetti e barriere mentali. Ho assimilato e rielaborato nuove sonorità. Al tempo di “sotto la cintura” non ascoltavo la quantità di album che ascolto ora e avevo meno gusto di ricerca per i suoni. Inoltre per chi fa beat è importantissimo ascoltare chi crea queste cose. I miei parametri di riferimento sono i dischi attuali.
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A chi ti rivolgi quando scrivi un pezzo? A te stesso, al pubblico oppure a una persona in particolare?
Non posso farti un discorso per “Tora-Ki”, ma posso farti un discorso generale. Dipende da quello di cui scrivi, se parli di te stesso non credo che ne parli con l’intenzione di raccontarti ad altri. Certe volte le cose brutte uno se le nasconde e il Rap aiuta ad ammetterle prima di tutto a noi stessi. Posso però dirti che come Raige dei OneMic, quando scrivo un pezzo, so che mi rivolgo ad un certo target.
In realtà dipende dal tipo di canzone. Nelle tracce meno impegnate e più da impatto “live” mi identifico nel OneMic fan che ci segue dai tempi delle gare di freestyle e che ci ascolta aspettandosi dei mega rimoni, entrando in quest’ottica alla fine nello scrivere questi pezzi mi diverto più di lui. Per i pezzi più personali il discorso è diverso.. Ci sono state tre donne che hanno influito molto sulla mia persona nell'arco della mia vita e che mi hanno portato a scrivere certe cose che sono poi confluite in C.A.L.M.A. In alcuni pezzi ho usato, una tecnica di scarti logici per cui passo volutamente da un argomento all’altro senza un apparente filo logico. Come se fossero dei flash di queste persone che entrano nei testi e mi aiutano a liberarmi di queste piccole ossessioni. Essendoci vari passaggi di introspezione sono sempre le miei piccole situazioni che vengono alla luce, nulla di più, nulla di meno
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Questo sembra un momento favorevole per l’Hip-Hop, le major stanno puntando l’attenzione su diversi artisti italiani. Marcio, Amir e sopra tutti Fibra che sta avendo molto successo. Ti avevamo fatto una domanda simile lo scorso anno. Le cose ora sembrano andare in una direzione diversa, è effettivamente così? C’è un ritorno positivo anche negli artisti underground, cioè è vero come dice Ensi che “se uno emerge bene guadagniamo tutti?”
Io penso che noi tre siamo tutti dei potenziali leader, con tre diverse cose da dire, esperienze e opinioni. OneMic nasce come un microfono per tre teste e “Sotto la cintura”, nel suo complesso, poteva racchiuderci completamente; tuttavia quando senti l’esigenza di raccontarti e vuoi fare un processo di autoanalisi per arrivare a lasciare qualcosa di tuo, non puoi farlo con altre due persone. Per questo io penso che sia una cosa assolutamente normale fare tre dischi separati. Il ritorno a OneMic ci sarà sicuramente.
Il problema è che firmare per un’etichetta non significa essere mainstream, ma dipende piuttosto da diversi fattori e da quanto l’etichetta voglia investire. Ci sono stati casi in passato di artisti che hanno firmato per delle grandi major e poi non sono mai usciti perché in quel periodo la loro etichetta ha preferito investire su altri artisti che avevano in scuderia .Tuttavia penso che questo tipo di musica ha le potenzialità per durare, perché in tutto il mondo il rap una volta che si è instaurato a certi livelli non è più scomparso. Il problema è che per durare c’è bisogno di un ricambio. Il rap è una cosa che va a cicli, per esempio quando è uscito 50Cent in America c’è stato un rilancio del genere, una nuova linfa vitale. Adesso sempre in U.S.A., sono usciti altri filoni di rap che hanno dato una sferzata di nuovo, la stessa cosa dovrebbe succedere in Italia. Se non ci sarà nessuno che riuscirà a dare un’impronta diversa e a “inventare” nel corso degli anni la cosa può anche andare scemando senza che le major investono più su questo genere.
Inoltre dobbiamo tenere presente che entra in gioco tutto un fattore di dimensioni e proporzioni. Se in America vendo i miei dischi allo 0,0001% della popolazione mondiale vivo facendo musica, se in Italia vendo i miei dischi allo 0,0001% della popolazione nazionale ho delle entrate irrisiorie...
Quello che diceva Ensi da un lato è vero, un po’ di visibilità il fenomeno di massa la da e qualche ascoltatore partendo dall'artista rap che sta sotto i riflettori potrà arrivare a scoprire il “mondo sotterraneo”. Ma bisogna anche avere ben presente che la stragrande maggioranza di coloro che scoprono il Rap grazie al rapper del momento ascolta allo stesso tempo Laura Pausini o i Take That, perché magari questi fruitori non hanno in loro il desiderio di crearsi un gusto proprio ma si accontentano di ciò che gli propongono i media.
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Visto che i video Hip-Hop in televisione stanno diventando più popolari, credi che uscirà qualche video da questo album?
Io penso che noi tre siamo tutti dei potenziali leader, con tre diverse cose da dire, esperienze e opinioni. OneMic nasce come un microfono per tre teste e “Sotto la cintura”, nel suo complesso, poteva racchiuderci completamente; tuttavia quando senti l’esigenza di raccontarti e vuoi fare un processo di autoanalisi per arrivare a lasciare qualcosa di tuo, non puoi farlo con altre due persone. Per questo io penso che sia una cosa assolutamente normale fare tre dischi separati. Il ritorno a OneMic ci sarà sicuramente.
Ora stiamo organizzando lo street video della Uannamaica e, in futuro, c'è l'idea di realizzare un video ufficiale. Per il video ufficiale ho un'idea di quale pezzo fare ma aspetto anche di vedere il riscontro del pubblico prima di decidere.
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