ItaliaRap Incontra i One Mic
 
in collaborazione con EminemItalia
 
   
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1 - Domanda d'obbligo, come si sono formati i OneMic ?

Rayden : Aprile 2003 è la data ufficiale della nascita dei OneMic. Abbiamo suonato a tecniche perfette a Moncalieri e abbiamo fatto un primo live come OneMic.

Ensi : One Mic era un il titolo di un pezzo che doveva, in teoria, essere sul mio demo. Demo che poi non è mai uscito. Al Tecniche Perfette 2003 abbiamo portato questo pezzo live, e la gente ha risposto in maniera positiva. Allora, visto che la formazione era complementare e la faccenda “funzionava” abbiamo deciso di concretizzare … il primo nome che c’è venuto in mente è stato appunto OneMic, che poi ha un suo significato ben più intrinseco, ma quella è un’altra storia.

   
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2 - Come si sa, siete riusciti a farvi conoscere nella scena italiana inizialmente grazie alle numerose battaglie di freestyle che avete vinto; a questo proposito, chi è stato l'avversario più duro che avete incontrato ? E quale è stata la punchline più dura che avete subito ?

Ensi : Sicuramente la battuta più bella me l’ha fatta Mondo Marcio alla prima gara che abbiamo fatto a Tecniche Perfette, dove mi ha detto qualcosa tipo: “il mio stile é improvvisato / tu per trovarti l’ombellico hai chiamato un investigatore privato.” Mentre l’avversario più duro da buttar giù direi Zuli.

Raige : Si, anche per me Zuli. Mi ricordo che in una battaglia mi aveva detto: “tua madre è la mia troia preferita perché è l’unica che è riuscita a cagare due stronzi dalla figa”. Questa è stata la punchline che mi è più rimasta impressa, anche per il momento e le circostanze. Devo però ammettere che anche Rayden me ne ha fatte delle belle.

Ensi : Si anche io parlavo al di fuori di noi tre ovviamente, perché gli avversari più duri sono sicuramente Raige e Rayden.

Rayden : Il più duro non lo so ... ognuno ha i suoi punti forti. Sicuramente la volta in cui ci sono rimasto più male per come si è svolto il tutto e per le circostanze è stata quando ho incontrato July B all’Urban Flava. Per quanto riguarda la punchline più dura forse quando Ensi mi ha detto che sembravo il sosia di Lady Oscar, perché avevo i capelli lunghi. Infatti poi me li sono tagliati ...

   
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3 - Rimanendo in tema di battaglie di freestyle, nelle varie competizioni italiane che ci sono state avete ottenuto cosi tanti risultati positivi che ormai non avete più nulla da dimostrare a nessuno; pensate lo stesso di continuare a partecipare a queste competizioni o preferite lasciare spazio a giovani che stanno cercando di farsi conoscere ?

Raige : Per quel che mi riguarda sicuramente niente più battle, perché mettersi in gioco ora è ancora più difficile di prima. Anche perché io penso che dopo la sfida tra Ensi e Marcio, e lo dico oggettivamente parlando e non perché Ensi è mio fratello, si è creato uno standard in Italia a cui tutti si rifanno. Nessuno sta più evolvendo questa cosa. Quindi, per quanto mi riguarda, io se voglio sfidarmi mi sfido con loro due e basta.

Ensi : Invece per me no. Io ho ancora la voglia di mettermi in gioco e vedere che cazzo succede. In questi ultimi tre anni è stato bello perché ci siamo affrontati con tutte le realtà; quelle vecchie e quelle nuove. Ci siamo confrontati con tutti e vinto con tutti, già questo è un grande traguardo.

Però nonostante questi traguardi  non mi sento di essere arrivato e credo di avere ancora tanto da dimostrare. Anche perché secondo me la maggior parte della gente non ha ancora ben capito qual è il livello di freestyle in Italia. Le gare che si rifanno ad un modello tipo 8 Mile con un minuto a testa senza un argomento non portano da nessuno parte. Se facciamo una gara cosi ad Alpignano può venire anche Immortal Technique e si prende gli schiaffi solo perché sono a casa mia. Quindi: la gente, il momento, l’essere simpatico sono cose che possono farti vincere rispetto ad un altro, ma non vuol dire che sei veramente il più bravo. Ci sono state delle volte in cui ho sfidato loro due ( Raige e Rayden ) e mi hanno letteralmente sfasciato, ma se non era per una giuria competente il pubblico avrebbe fatto vincere me. Perché? Perché sei Ensi, perché si ricordano di te, eccetera eccetera.

Alle battle hanno il coraggio di presentarsi mc’s senza flow, senza tecnica, stile o i benché minimi fondamentali di cultura … ma pieni di rime facili, e con quelle ti fanno pure il culo !!! A me questo non sta bene. Non mi va essere mandato a casa da uno che non ha la minima concezione di cosa sia e da dove arriva questa roba. Se devo sfidare uno cosi, io salgo sul palco senza risparmiarmi nulla ... Tanto quando fanno delle gare ad oggetto che vinciamo noi lo sanno già. Fare freestyle ad argomento è tutta un’altra cosa … per noi è casa nostra! E’ uno standard che abbiamo creato noi insieme ad altri rapper che sanno fare freestyle in una certa maniera.

Io mi sento ancora di mettermi in gioco, ma ci tengo a dire questa cosa; queste gare come Tecniche Pefette o il 2TheBeat ti dovrebbero far riconoscere alla gente come “il migliore freestyler italiano”. Chi vince il 2TheBeat o Tecniche Perfette è in “teoria” il miglior freestyler, ma questo non rispecchia sempre la situazione, quindi diciamo che la loro cassa di risonanza è solo un biglietto da visita. Ci mettiamo in gioco per far capire alla gente che fare freestyle non è solamente salire sul palco e offendere l’avversario, ci sono delle componenti che determinano quanto uno può essere bravo. Purtroppo le gare ad oggetto non le fanno, o se la fanno … lasciamo perdere va !!! 

Comunque, tornando al discorso di prima, se queste sfide si fanno con “regole” del tipo un minuto a testa, senza tematica o giuria alcuna, io posso fare anche un giro pieno di “livello” ma se il mio avversario mi fa una battuta sul mio disco, una sul fatto che sono grasso, stai pur certo me ne vado a casa pure io ! Quindi, ste gare che sono buone solo a farti il sangue amaro, o le evito o mi presento preparatissimo, in modo da poter affrontare qualsiasi tipo di sfida. Alla fine cresciamo tra di noi, pochi cazzi …

Rayden : Io ultimamente ho capito che nel momento in cui raggiungi il livello a cui siamo arrivati noi, passi un po’ dall’altra parte. Fino ad un anno fa eri la faccia nuova e quindi avevi solo da guadagnarci. Però più vai avanti e ti costruisci un background, un curriculum di sfide, di dischi e collaborazioni, più tutto diventa difficile. Quindi l’importante ora per noi è non fare qualsiasi sfida in giro per l’Italia come facevamo un anno fa quando volevamo a tutti i costi dimostrare il nostro valore, ma piuttosto dobbiamo centellinare le nostre sfide, anche per una questione di prestigio. Non è un tirarsela, ma è dare un giusto valore a quello che uno ha fatto e che ritiene di valere. Per quanto mi riguarda farò solamente gare che mi interessano e da cui mi sento stimolato.

 
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4 - Voi avete iniziato con "Gladiatori nell'arena" di Rayden del 1999, Da Sempre degli Stray Doggs ( Cane Bullo, Raige, Rayden ), poi autoritratto nel 2002, il vostro promo nel 2004, e poi finalmente il vostro primo LP all'inizio del 2005. Durante tutto questo periodo c'è  mai stato un momento in cui siete arrivati al punto di voler quasi appendere il "micro al chiodo" e mollare tutto ? E viceversa, quando avete capito che ce l'avevate fatta ?

Rayden : Mollare del tutto no. Sicuramente ci sono stati dei periodi di bassa. Fare uscire quei demo in quel periodo non aveva nessun riscontro pratico. Non avevi neanche le conoscenze di quello che è l’hip hop o la scrittura del rap; era un mondo che ti attraeva e provavi un po’ insomma. Non avevamo ancora una presa di coscienza di quello che stavamo facendo. Quando io facevo questi demo con Raige non sapevo neanche la storia delle quartine o le regole base di quello che è scrivere il rap. Comunque il periodo forse più basso è stato subito dopo Stray Doggs.

Raige : C’è stato un periodo in cui io ho appeso il micro al chiodo per quasi due anni. Poi ho continuato a farlo per sfizio personale, ma quando ero uscito dal gruppo dopo il periodo Stray Doggs è stato sicuramente stato il periodo più basso.

Rayden : Per quanto invece riguarda il discorso di “avercela fatta”, beh, io non ho ancora capito di avercela fatta. Quando fai hip hop se senti di avercela fatta o sei perennemente soddisfatto di quello che ha fatto in passato è la fine. Questa cosa in un certo senso bisogna viverla male perché se uno sente che una strofa che ha fatto in un pezzo non poteva farla meglio è finito. Quel senso di insoddisfazione deve sempre esserci perché ti porta a evolverti e a crescere, quindi personalmente non mi sento di avercela fatta.

Raige :  Esatto, se però devo dire un momento in cui abbiamo in qualche modo fatto un salto, direi il 31 settembre del 2004 a Mogliano Veneto ( Tv ). Era la prima volta che avevo il pass con il mio nome e tutto il resto. Mi ha fatto sentire come se “avessi fatto un altro pezzo di strada”.

Rayden : Invece per me è stato dopo il cd promozionale per i riscontri che abbiamo avuto da alcuni artisti.

Ensi : Sicuramente anche per me. Il momento in cui ho detto: “cazzo, sto cominciando a mettere qualche pietra sul sentiero” è stato quello. Noi abbiamo fatto le nostre cose e le abbiamo fatte bene, e questo è stato riconosciuto soprattutto dagli artisti. Anche perché molte cose che noi facciamo non riescono ad essere capite da un pubblico che non ha delle conoscenze del rap. Può magari apprezzare quello che abbiamo detto ma sicuramente il gioco metrico o tecnico che c’è nella rima non lo capisce. Non lo capisce oggi come non lo capiva ieri e come non lo capirà domani. 

Rayden : Comunque questo non è un pretesto per dire che noi siamo più avanti e che la gente non ci arriva. Sappiamo che è un’arma a doppio taglio però è un dato di fatto. Magari chi non è uno studioso di questa cosa che può essere lo scrivere le rime, non ci può arrivare. 

Ensi : Alla fine questa similitudine può essere posta in qualsiasi ambiente, per esempio se io vedo una scultura posso dire: “si mi piace” ma non so veramente che cazzo ha fatto sto scultore; magari ha fatto il culo a tutti e ha inventato una tecnica nuova ma io non me ne rendo nemmeno conto. Se invece arriva un altro scultore famoso e gli dice “Cazzo, hai spaccato, hai fatto una scultura fighissima” è un altro discorso. La stessa cosa è successa a noi. La gente ci ha apprezzato ma quando poi abbiamo avuto riscontri con grandi artisti è stato molto più motivante. Quando gente di un certo calibro alza la cornetta per chiamarti fa sempre piacere. 

Raige : Magari se poi a chiamarti è qualcuno che hai ascoltato per tutta una vita, e avevi le sue cassette in heavy rotation dentro al walkman per andare a scuola, lì allora è un cerchio che si chiude. È un punto di arrivo e anche di partenza.

 
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5 - Ascoltando la vostra discografia prima accennata si può notare un grandissimo salto di qualità tra i vostri primi lavori compresi tra il 99 e il 2003, e le quattro canzoni del vostro promo. Quali sono state le cause di questo cambiamento ?

Raige : Ti dico una parola sola: evoluzione. In quel periodo lì lavoravamo solo tra di noi e non ci confrontavamo col fuori, ne con altri artisti, ne facendo sentire ad altri le nostre cose. Ad un certo punto abbiamo scoperto che quello che stavamo facendo era di un gradino in più. Questo però l’abbiamo scoperto dopo, perché quello era il momento morto dell’hip hop italiano.

Ensi : Quella è stata una grande fortuna. Siamo usciti in un momento storico favorevole. Sicuramente noi avremmo potuto fare lo stesso prodotto con la stessa qualità, lo stesso cuore, la stessa testa e la stessa voglia, ma se fosse uscito 4 anni prima non se lo sarebbe inculato nessuno. Magari gli stessi addetti ai lavori avrebbero fatto la stessa chiamata però non ci sarebbe stato il riscontro con la gente che poi è quello che ti permette veramente di fare un disco.

Raige : In quel periodo che ci siamo presi, abbiamo avuto modo di studiare. C’erano degli artisti italiani che io personalmente non avevo mai capito e in quel periodo uscivano robe che per il mio gusto non erano buone. Poi però le ho riascoltate ho avuto la possibilità di studiarle. Solo cosi riesci ad apprendere delle cose, a farle tue e ad evolverti.

Ensi : La cosa principale è stata che in quel momento, eravamo solo noi tre appunto; avevamo smesso di confrontarci. Andavamo a Torino a fare le jam ma era difficile che prendessimo in mano un microfono. Eravamo solo noi tre e ci facevamo gli affari nostri. Ma era un chiusura determinata proprio dal fatto che non era un periodo stimolante, eravamo stimolati solo da noi tre. 

Rayden : Un’altra cosa importante da dire sul cd promozionale è che c’è stata una dedica allucinante all’interno di ogni singola traccia. Alcuni pezzi sono proprio stati riscritti più volte fin quando siamo arrivati ad un livello che abbiamo ritenuto andasse bene. Ogni minima cosa, anche una singola virgola di quel cd promo è stata studiata. Pur sapendo di avere dei limiti enormi, come voce o studio di registrazione, rispetto al disco che è uscito dopo. Però proprio a livello di scrittura metrica c’è stato uno studio pazzesco, ed è stato ciò che ci ha portato avanti. Era un punto di vista su cui prima non ci fermavamo, come capire dove chiude la rima o studiare artisti.

Raige : L’uscita del promo era vincolata dal fatto che era il periodo in cui noi facevamo le gare. Stavamo vincendo parecchio e la nostre “quotazioni” stavano salendo. A quel punto sentivamo che  dovevamo fare un disco che fosse avanti, nettamente, perché tu non potevi tradire delle aspettative. Quindi anche la dedizione che ci metti sopra, se hai delle pressioni, è diversa. 

Ensi : Che poi è una pressione che realmente non esiste, ma che ci facciamo noi. Però nel momento in cui ci siamo confrontati con il resto d’Italia nelle gare di freestyle o comunque negli eventi a cui abbiamo partecipato, abbiamo visto che la gente ha risposto benissimo alla nostra presenza sul palco. Mi ricordo che quando abbiamo fatto le versioni vecchie del demo a Mogliano Veneto un sacco di gente ci ha chiesto “Avete qua il demo?”. Allora abbiamo capito che la gente aspettava un nostro prodotto.

Rayden : Un’altra cosa importante è stata fare un demo e non un disco perché non eravamo pronti. Si è anche rivelata una scelta giusta non venderlo, ma regalarlo perché ci ha permesso di arrivare da per tutto. Anche se è stato un sacrificio economico, comunque lo rifarei. Abbiamo avuto la fortuna di fare la scelta giusta nel momento giusto. 

Ensi : Infatti. Ci siamo fatti un esame di coscienza e abbiamo capito che non eravamo pronti per uscire con un disco. Ci mancavano troppe cose rispetto ai veri artisti. 

Raige : Però non era più un prodotto solo per gli amici di casa, era un punto intermedio e se non lo facevi bene rischiavi di non arrivare più a al gradino successivo. Io sono sicuro che se il promo fosse stato meno bello certe cose non sarebbero andate come effettivamente sono andate.

Rayden : La forza del cd non è stato il prestigio tecnico della scrittura che abbiamo tirato fuori ma era un lato emozionale che è arrivato tantissimo alla gente. Al di là di ogni aspettativa che potevamo avere perché noi avevamo incentrato molto sulla tecnica.

Ensi : Era la fotta negli occhi, era questo che ci distingueva dagli altri. E sicuramente una presa di coscienza molto forte, avevamo capito che non bisognava bruciare le tappe ed è sicuramente un modo di lavorare che porteremo avanti nei nostri prossimi album.

 
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6 - Ancora una domanda che riguarda i vostri lavori passati, l'album "I Gladiatori nell'arena" di Rayden, fatto a soli 16 anni, vede già la collaborazione degli A.T.P.C., come sono entrati nel progetto ?

Rayden : Avevo conosciuto Rula all’Hip Hop Village di Milano e avevo questi lavori da registrare. Non sapendo dove andare e come poterli registrare, sono entrato in contatto con loro e mi hanno dato una bella mano. Ma è stata proprio una combinazione.

 
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7 - Arrivando al presente, nei negozi è uscito da qualche mese il vostro LP "Sotto la Cintura" ( clicca su www.onemic.it/ct/ct.asp?idx=29 per scaricare la preview dell’album ) che è sicuramente il vostro lavoro migliore, più maturo e completo. Per quanto tempo avete lavorato su quel progetto ? Quali sono le canzoni dell'album che sentite di più ? Avete mai pensato di fare un video di qualche pezzo estartto da questo album ?

Ensi : Partiamo dalla domanda più facile, cioè quanto ci abbiamo lavorato: circa 9 mesi. La fortuna più grande è stata quella di aver fatto un “business plan” come si dice in economia. Ci siamo dati delle scadenze precise e quindi siamo riusciti a fare tutto in maniera abbastanza ridotta perché in fondo 9 mesi per fare un album da 20 tracce è un tempo abbastanza limitato, soprattutto se si considera che eravamo tre ragazzini che non hanno mai fatto niente e che registrano a Torino, mixano a Milano e prendono beat in tutta Italia. Siamo stati molto contenti di come siamo riusciti ad organizzare la cosa e di come l’abbiamo portata avanti. Diverse persone ci hanno fatto i complimenti per questo. Abbiamo fatto tutto da soli, infatti siamo arrivati al “La Suite” con il prodotto finito. “La Suite" ci ha messo solo il marchio senza toccare una sola virgola del prodotto, e questo per noi è stata un ulteriore conferma che il lavoro era fatto bene.

Raige : Per il video non possiamo dire ancora nulla di sicuro. Se si farà, lo faremo in maniera molto professionale, però siamo ancora in trattativa.

Ensi : Sicuramente questa è stata una pecca perché avremmo dovuto farlo un po’ prima. Ma non l’abbiamo fatto più che altro per un problema economico.

Raige : Anche perché fare una roba low budget, se fatta bene, può essere si figo. Però fare un video in maniera più professionale, ti apre certe porte. Io personalmente preferisco ritardare 4 mesi e farlo in una certa maniera da poterci ricavare dei ganci. Ogni investimento che si fa lo si fa per cercare di riuscire ad aprire altre porte, soprattutto ora che facciamo la lotta delle formiche per delle briciole. Comunque, se si dovesse fare, ci sono tre titoli in ballo: "Oltre", "Non Vedo Non sento e Non parlo" e "Mi Confonde".

Ensi : Per quanto riguarda la domanda sui pezzi che sentiamo di più ... beh ... io penso che più che canzoni ci sono delle strofe che sentiamo di più. Io sento un sacco le mie parti di “Tutto Quello Che Mi Resta”.  Prima di scrivere le strofe di quella canzone una persona mi ha dato questo consiglio: “Svuota il sacco e riempilo piano piano” ed è cosi che sono venuti fuori i miei versi. Ho svuotato tutto quello che avevo dentro, ho messo giù tutto “quello in cui credo” e poi l’ho riscritto in rima. A livello metrico non è nulla di complesso, ma è forse la strofa al cui sono più attaccato a livello di contenuto. A livello di Rap fine a se stesso invece la mia strofa preferita è quella di "Legendary Lyricalz Punchlinerz", anche perché ho fatto la chiusura più terrona d’Europa …

Raige : A livello di cuore la strofa che sento di più è quella di “Tutto Quello Che Mi Resta”, mentre a livello di rap direi quella di “Oltre”.

Rayden : Le mie strofe preferite sono quelle di “Black City” e di “Non Vedo Non Sento e Non Parlo”. Fondamentalmente perché sono stati due punti in cui sono riuscito a fare delle cose che mi hanno portato ad un gradino superiore nella mia crescita nella scrittura del Rap e nel modo di performare. Sono stati due punti cardine e di svolta; anche perché sono riuscito a fare alcune cose che avevo in testa e non ero mai riuscito a fare prima, e mi hanno permesso di acquisire delle conoscenze per fare delle cose migliori in futuro.

 
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8 - Abbiamo parlato di passato e di presente, arriviamo al futuro. Sappiamo che tu, Raige, stai lavorando su un EP solista. A che punto è il progetto ? Sai già quando uscirà ? Puoi già darci qualche informazioni su canzoni, testi, featuring e produzioni dell'album ?

Raige : Innanzitutto posso dirti che si tratta di un album, in secondo luogo posso aggiungere che non sarò da solo in questo progetto. Infatti, le produzioni sono affidate a Zonta, il beatmaker che ha curato “Legendary Liricalz Punchlinerz” e “011-Unusual Jobs” nel nostro album. Alcuni featuring sono già stati decisi: Ensi, Rayden, Anda e NextOne … la lista non è comunque ancora chiusa, vorrei che sul mio album ci fossero alcuni grandi artisti che mi hanno stimolato quando ero più piccolo e che, ahimè, da un po’ di tempo a questa parte non si sentono più. Per il momento non posso essere sicuro sulla data di uscita del progetto, anche perché pur essendo a buon punto manca ancora del tempo alla fine, spero comunque per fine Settembre.

 
 
 
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9 - Sempre parlando del futuro e novità, su quali album e mixtape, usciti dopo “Sotto la cintura”, di altri artisti possiamo ascoltarvi ?

Rayden : Abbiamo collaborato con Principe per il suo album “Credo” ( album uscito già da qualche mese - clicca qui per le info ), per il pezzo: “Quando”, e per “Principi e principi ( Torino Version )” dove, oltre a noi e Principe, ci sono anche Libo, Duplici e Dj Double S. Poi c’è un nostra collaborazione sull’album “Realtà, Stile e Conoscenza” di Fat Fat Corfunk & Dj NessInfamous ( anche questo cd è già uscito nei negozi - clicca qui per le info ); un album veramente pazzesco. E’ veramente avanti come cd, è un gradino successivo per l’hip hop italiano.

Ensi : Quel CD è l’esaltazione dell’Hip Hop. Posso dire tranquillamente che sarà un classico dell’Hip Hop italiano del 2005.

Raige : Esatto, quest’album ha le potenzialità per mettere un punto fisso nella storia dell’Hip Hop italiano a cui tutti noi possiamo e potremo riferirci e che serviva proprio. Certo ognuno ha le sue idee, ma per noi quel cd è una bomba, e siamo veramente orgogliosi di esserci sopra.

Rayden : Per quanto riguarda il nostro pezzo in particolare, è un evoluzione stilistica superiore, ma forse proprio per questo, non sarà compreso da tantissima gente. È un evoluzione successiva ai pezzi di “Sotto La Cintura”, ma non posso neanche dire che quel pezzo è il punto in cui siamo arrivati ora, perché è proprio diverso dal resto. Abbiamo fatto un studio particolare per realizzarlo. 

Raige : Per quanto riguarda altre nostre collaborazioni, siamo sul disco di Clementino e sul nuovo mixtape di Inoki, abbiamo fatto un nuovo remix di “Bolo By Night”. 

Rayden : Poi c’è ancora un nostro pezzo sulla compliation di “Street Flava, 3rd avenue”, la terza uscita. 

Ensi : E ancora una traccia sul mixtape “Orgoglio Nazionale”, ma li ci sono solo io. Il pezzo si chiama “State Zitti”, ed è letteralmente una “Terronata” … è stato veramente una bella esperienza perché era da un po’ che non si faceva un lavoro che in qualche modo toccasse tutta l’Italia.

Raige : Non dimentichiamo il nostro pezzo sulla compilation “Eblood Clothing Vol. 3”, che tra l’altro è un pezzo che molto probabilmente finirà anche sul mio album. Poi ancora un pezzo sull’album di DJ Fede … un'altra canzone dove ci siamo io e Anda sempre sulla compilation “Eblood Clothing Vol. 3”, è un’altra ancora, sempre mia e di Anda, sulla compilation di DJ Koma che racchiude tutti gli Mc di Torino ( clicca qui per le info ); su quel cd ci siamo anche come OneMic con il pezzo originale di “Black City”. Poi dovremmo partecipare in alcuni pezzi dell’album di Rubo, non come OneMic, ma singolarmente in pezzi diversi, ma questo lavoro comunque uscirà tra un bel po’, se va bene a fine anno. Poi ci sarà sicuramente una nostra collaborazione sull’album di Maxi B. e Michel, che però non abbiamo ancora registrato. 

Ensi : C’è anche una mia strofa sull’album de “Gli Inquilini”, il pezzo in particolare si chiama “Il Giorno Dopo” e, oltre a me e a “Gli Inquilini”, ci sono Willie Dbz, Easy One, Maloscantores.

Rayden : E per finire, abbiamo collaborato anche per l’album di Libo e Ludaca, "The Lickerz", in due tracce ... troverete OneMic su atmosfere diverse dal solito e siamo soddisfattissimi della realizzazione delle 2 tracks in cui siamo presenti ...

Raige : Non dimentichiamo il nostro pezzo sulla compilation “Eblood Clothing Vol. 3”, che tra l’altro è un pezzo che molto probabilmente finirà anche sul mio album. Poi ancora un pezzo sull’album di DJ Fede … un'altra canzone dove ci siamo io e Anda sempre sulla compilation “Eblood Clothing Vol. 3”, è un’altra ancora, sempre mia e di Anda, sulla compilation di DJ Koma che racchiude tutti gli Mc di Torino ( clicca qui per le info ); su quel cd ci siamo anche come OneMic con il pezzo originale di “Black City”. Poi dovremmo partecipare in alcuni pezzi dell’album di Rubo, non come OneMic, ma singolarmente in pezzi diversi, ma questo lavoro comunque uscirà tra un bel po’, se va bene a fine anno. Poi ci sarà sicuramente una nostra collaborazione sull’album di Maxi B. e Michel, che però non abbiamo ancora registrato. 

Ensi : C’è anche una mia strofa sull’album de “Gli Inquilini”, il pezzo in particolare si chiama “Il Giorno Dopo” e, oltre a me e a “Gli Inquilini”, ci sono Willie Dbz, Easy One, Maloscantores.

Rayden : E per finire, abbiamo collaborato anche per l’album di Libo e Ludaca, "The Lickerz", in due tracce ... troverete OneMic su atmosfere diverse dal solito e siamo soddisfattissimi della realizzazione delle 2 tracks in cui siamo presenti ...

 
 
 
 

 

   
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10 - Molto interessante è il testo di "Nel cuore della terra" - ne cito alcuni estratti :

    "Fra underground e mainstream non c'è differenza
     mc, il Rap o è fatto bene o è fatto di merda"

    "Nell'underground ci sbraniamo briciole
     di fette di mercato del mainstream e ci va bene così
     Quindi non ci lamentiamo e aspettiamone i frutti
     guarda che se uno emerge bene guadagniamo tutti"

in più nell'intro voi stessi date un consiglio a tutti quelli che si lamentano della situazione Italiana 

     "Parlano di underground di mainstream, ma pensate a fare buona musica, stronzi".

D'accordo su questo, ma come vi sentite quando vedete un artista hip hop con molto meno talento di voi vendere più album perchè ha magari fatti un pezzo ballabile che è riuscito ad acchiappare la rotazione delle radio, o peggio ancora, perchè magari è amico qualche pezzo grosso di una radio importante o di un network televisivo musicale, che gli garantisce la trasmissione della sua canzone o del suo video più volte al giorno ? Avete ragione a dire che gli mc italiani devono prima di tutto pensare a fare buona musica piuttosto che a lamentarsi, ma nello stesso tempo finché l'hip hop rimarrà un genere marginale in Italia saranno le radio e MTV a decidere quali album portare al su cesso e quali no. In america gente come Big L riesce a raggiungere il disco d'oro grazie alle proprie capacità al microfono, in Italia non è cosi .. che ne pensate di tutto questo ?

Raige : Innanzi tutto devo riprenderti su una cosa. Il messaggio che volevo trasmettere con quella frase non è proprio quello. Il senso è che siamo nel regno delle lamentele e delle chiacchiere. Se uno esce fuori un minimo, intendo un minimo al di fuori di quello che può essere la fogna nella quale stiamo rappando, la gente se la piglia proprio quasi come se fosse una questione personale. Dal mio punto di vista, se fai canzoni, le fai per farle e non necessariamente per vendere. E questo è il messaggio che principalmente era contenuto nella mai strofa. Se poi devo rispondere alla tua domanda sinceramente ti dico: si, mi rode il culo. Io penso di avere più talento di molti altri che sono la fuori con altri generi musicali e che vendono più album. Ma il mondo dell’immagine e fatto cosi, noi l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle con una proposta che c’era stata fatta. La cosa è un po’ frustrante perché capisci che fai musica unicamente per te stesso.

Il punto è che ora come ora in Italia non si vende un cazzo, ma non solo nell’hip hop, in generale. Complice i prezzi alti e la pirateria. C’è però da dire che all’interno di queste cifre l’hip hop rispetto ad altri generi musicali che ha i video su MTV sta vendendo. Per esempio Fabri Fibra è in classifica da 6 mesi al primo posto degli album più venduti tra le etichette indipendenti. Questo vuol dire che adesso se uno avesse la voglia di investire un po’ si potrebbe uscire alla grande. Io penso che il rap sia una musica che può arrivare a chiunque, anche perché ti permette di abbattere certe barriere. 

Ensi : Sono contento che hai citato quella mia rima, perché è una delle miei preferite, il messaggio che volevo dare è questo. Nell’underground ci lamentiamo tutti del mainstream ma poi se ci stiamo a pensare, se abbiamo qualcosa, è proprio grazie a questo benedetto mainstream! Se il “commercio” fa uscire 8 Mile, a noi va solo bene, ed è inutile affermare il contrario, perché dopo quel film, e altre situazioni, c’è stato il boom. Sta a noi trasformare la cosa, indirizzarla sui giusti binari …

Raige : Questo vuol dire che i locali si riempiono, i gestori ti pagano, e le situazioni si muovono. E se sono situazioni club, va benissimo, meglio che niente. Magari alla gente che organizza le serata da club non gliene frega un cazzo dell’hip hop. Al gestore probabilmente non gliene frega niente di quello che stai spingendo, tu potresti mettere qualsiasi cosa l’importante è che la gente balla. Quindi ben venga tutto quello che ci muova in qualsiasi direzione. Poi sanare le cose è impossibile in ogni situazione, è impossibile sia nel club che nelle jam.

Ensi : Poi dipende sempre da te stesso, io mi sento underground e mi sento fedele a quello che è l’hip hop. Se però dobbiamo costruire qualcosa nell’hip hop italiano non dobbiamo buttare via niente. Se mi chiamano a fare una serata in un club, non è quello che preferisco, preferirei andare a una jam a fare freestyle, ma comunque ci vado. Se andando lì so che posso trasmettere dei veri valori e so che su cento persone che ci sono anche solo cinque li apprendono, allora quello per me è un grande traguardo. Tra l’altro mi fa anche ridere parlare di underground e di mainstream perché io non identifico il male da nessuna parte, puoi vendere milioni di dischi ma se hai fatto un disco che merita io sono il primo a spingerti sotto al palco.

Raige : Anzi, se hai venduto milioni di dischi vuol dire che sei un figo. Perché sei riuscito a trasmettere qualcosa, che poi sia ballabile o meno, sei riuscito a trasmettere qualcosa.

Rayden : Secondo me poi il discorso dei raccomandati in Italia è applicabile a tutti gli ambiti, quindi non è che la musica sia un discorso differente. Mentre quello che manca per il salto di qualità sono i mezzi, proprio a livello di registrazione e di mixaggio. Manca un format audio che sia equiparabile a quelli americani. Un pezzo italiano non suonerà mai bene a livello di qualità audio come un pezzo americano, proprio perché non ci sono mezzi. Gli unici che in Italia si sono avvicinati a quel tipo di suono hanno poi sforato nelle chart. Uno come Fish, che ha la possibilità di lavorare in certi tipi di studio, inaccessibili a qualsiasi artista hip hop italiano che magari deve autoprodursi, è riuscito ad arrivare in alto nelle classifiche.

 
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11 - Ritorniamo un attimo sul tema  mezzi di comunicazione. Se, come abbiamo detto, la televisione e le radio aiutano poco a far conoscere l’hip hip italiano, l'unica ancora di salvezza può essere Internet, che però può risultare un arma a doppio taglio visto che anche gli album di artisti italiani si possono scaricare dai noti programmi peer2peer. Quale è la vostra opinione su internet come mezzo per farsi conoscere ? Cosa ne pensate della questione download ? Siete d'accordo con la filosofia "se proprio i mezzi sono limitati, scaricate gli album americani, che non hanno bisogno del mercato italiano, ma supportate l'hip hop italiano che ne ha bisogno" ?

Rayden : Io personalmente sono d’accordo con questa teoria, anche se poi alla fine la gente compra magari il cd di Eminem e si scarica il nostro da internet.

Ensi : Internet sicuramente è un grande mezzo di comunicazione, ma la pirateria è un problema. La gente dovrebbe un po’ riconoscere quello che merita di essere comprato e quello che non lo merita. Loro ti possono rispondere: “io scarico preventivamente così ascolto e se bello me lo compro”. Ma questo non esiste perché sicuramente una volta che l’hai scaricato di sicuro non lo vai a comprare.

Rayden : Il problema è anche un altro. Chi adesso ha 14/15 anni, ed è cresciuto avendo internet in casa da sempre, nel momento in cui si avvicina a questa musica, non si fa nemmeno il problema “io potrei comprare il disco”, lo scarica è basta. Per noi era diverso, quando a quell’età andavamo a comprare un album, c’era un rapporto quasi feticista, perché avevi il tuo cd originale, con il libretto da leggere e le foto. Chi invece ha ora questa età è cresciuto in un altro mondo per cui la mentalità è “è uscito il disco, lo si scarica”. Non si pongono neanche il problema che sia una cosa illegale, che sia eticamente ingiusto o che sia dannoso; perché comunque non possono proprio sapere quello che c’è dietro e non credo che le cose possano cambiare in futuro.

Raige : Il discorso è proprio questo. I cd originali sono sempre più costosi, e come risposta ai prezzi più alti la gente scarica la musica dalla rete. Ma prendiamo per esempio come è la situazione in Francia. Gli album di rap francese hanno tutto un altro prezzo. Possono arrivare a costare persino 6€ originali mentre 20 cd vergini costano anche 45€ o 50€. Questo cosa vuol dire? Che i cd vergini li compra chi ci lavora. Se un disco costa 6€  e a masterizzarlo lo pago 2.50€, io lo compro originale. Uno non si scaricherebbe mai un album da 6€ o un demo da 3€ quando un cd vergine ti costa 2.50€. A meno che non abiti dall’altra parte del mondo.

Rayden : Ovviamente il lato positivo di questo è che una persona, anche se abita dall’altra parte del mondo, può ascoltare la tua roba; come hai detto tu, internet è un arma a doppio taglio.

 
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12 - Rimanendo sullo stesso argomento. Tu, Rayden, nel pezzo "Black City" dici : 

   "21 sono gli anni che pesano su di me,
    ma le jam e le serate nei club non mi danno futuro"

Mentre tu Raige, sul tuo sito ammetti che uno dei più grossi rimpianti che hai è di non aver avuto la possibilità di iscriverti all'università. In pratica state dicendo che pensare di poter condurre una vita normale basandosi sui guadagni derivanti dalla musica hip hop è assolutamente da illusi. Partendo da questo presupposto, che sogni avete per quanto riguarda la vostra vita futura ( Lavoro ? Famiglia ? ) al di fuori dell'hip hop che sicuramente rimarrà una passione che non morirà mai ?

Raige : Io vorrei fare un corso per diventare Web Designer e fare quello come lavoro. Poi con il diploma che ho io in meccanica potrei comunque lavorare nell’industria, però non ti so dire quale sarà il mio futuro, non so mano cosa farò domani. 

Rayden : Io la vedo così. Sicuramente questa passione è una cosa che invece che diminuire con gli anni aumenta, perciò voglio studiare il più possibile perché il giorno in cui andrò a lavorare, avrò meno tempo per fare il rap e questa è l’unica cosa che mi preme in questo momento. Spero di fare durare questo stato il più possibile perché comunque non è una cosa che uno può fare alla leggera, non è un semplice un hobby e quando ci si dedica professionalmente volenti o nolenti, diventa 1 cosa totalizzante.

Ensi : Bhè, vorrei volare …

 
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13 - Cambiando argomento ... molto profondo è il testo di "Non Vedo, Non Sento, Non Parlo". Riporto un paio di versi della strofa di Raige per spiegarne l'argomento :

   "Non vedo, i marines a Bagdad come uno scontro tra civiltà
    vedo lo scontro ma, quello che manca è la civiltà"

   "Io non vedo un'uscita o gli USA a salvarci la vita
    vedo un paese il cui comportamento sta nella sua sigla"

Argomento che avevate già trattato nel bellissimo pezzo "Chi Paga ?". Riporto anche per questa canone alcuni pezzi di Ensi :

    "La vita non è un film perché i buoni non vinceranno
     Un dossier in pellicola filmato anno dopo anno
     Senza censure nel girarlo senza un taglio
     Con più buoni motivi per spegnerlo che guardarlo "

    "In iraq i bambini non giocano, per paura delle mine
     altri cuciono i palloni con i quali i nostri giocano in cortile
     fa rabbrividire
     dimmi con che coraggio dormo
     se nel terzo mondo ai bambini devi spiegare cos' è un sogno
     non c'è futuro nel domani - "chi è che paga? - 
     se chi ha i soldi riceve sconti e se ne lava le mani"

Quale sono le vostre idee a riguardo lo possiamo capire da queste due canzoni, ma, approfittando di questa intervista, volete aggiungere qualcosa o approfondire i vostri punti di vista sulla situazione internazionale nell'era "Post 11 Settembre 2001"?

Ensi : Sinceramente io penso di essere stato abbastanza esauriente in quel pezzo. Non “sento” tante cose. E non sento soprattutto perché non voglio sentire, come dico nella mia strofa. Certe volte ci creiamo uno scudo con quello che c’è fuori. Purtroppo la cosa non può essere limitata semplicemente all’11 settembre perché comunque in ogni angolo del mondo, ovunque, c’è gente che prende colpi sotto la cintura, ed è proprio a queste persone che è dedicato il nostro album. Quindi non possiamo prendere l’11 settembre come data fatidica. Fatidica di che cosa ? Va a puttane tutto da sempre.

Raige : Io ho un consiglio. Meno retorica e più farina del proprio sacco.

Rayden : Secondo me è proprio la coscienza storica che si è un po’ persa, il vedere i fatti in modo trasversale, e potrei citare mille esempi.

Ensi : Coscienza storica e politica perché serve. È importante, perché poi facciamo in fretta a lamentarci se le cose non vanno bene, però se stiamo a casa a fare un cazzo non possiamo lamentarci. Finché le cose non ci toccano da vicino non riusciremo mai a comprenderle, e non dico questo perché sono stato avvolto da una luce divina e io l’ho capito e la gente no, è un dato di fatto. Quindi davvero, meno retorica. Riprendo quello che dico nella mia strofa: fanno tutti le facce preoccupate però alla fine se il problema è altrove ce ne sbattiamo altamente le palle. 

Raige : Noi tre compresi.

 
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14 - Passando ad argomenti più leggeri, abbiamo alcune curiosità da chiedervi, alcune scritte dagli stessi utenti del forum di Eminem Italia - prima di tutto : sappiamo che tu Ensi hai anche la passione per il writing, stai ancora portando avanti questo tuo hobby ?

Ensi : Io non ho l’hobby di writing, io amo l’hip hop a 360°. Nel senso che quando vedo un bel pezzo ci rimango a bocca aperta davanti. Adesso mi è presa un po’ la fotta di andare a comprare le bombolette e andare a fare le tag, ma non sono tanto capace. Sicuramente questa è una cosa che vorrò fare, provare a dipingere qualche cosa. Ho un sacco di bozzetti, spero di riuscire a portare avanti questa cosa in futuro. Poi mi sarebbe piaciuto molto anche fare il breaker, però a meno che non mi metto con la pancia a terra e mi girano le gambe, mi sa che sarà difficile …

 
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15 - L'utente NastyA ha alcune domande per Ensi : da quanti anni fai freestyle ? Quanto ti sei allenato ? Che criterio usi per l'allenamento dell'improvvisazione ?

Ensi : Faccio freestyle da quando ho visto il rap. La più grande folgorazione l’ho avuta quando ero da un mio amico che aveva il satellite, eravamo un crew di ragazzini quattordicenni, io all’epoca  ascoltavo 2Pac, Puff Daddy e si e no, quattro dischi italiani, e ho visto il video degli M.O.P. “Ante Up”, è stato pazzesco. Comunque ho sempre fatto freestlyle, da quando ho iniziato a fare rap. 

Raige : Ci abbiamo messo tanto per fare "Sotto la Cintura" anche perché ci trovavamo per scrivere ma poi ci mettevamo a fare freestyle …

Ensi : Si infatti. Mentre per allenarmi usavo spesso loro due. Facevamo molte battle ma cercavamo di portare oltre sta cosa. Se vi facessimo ascoltare quello che facevamo, ci prendereste per pazzi. Arrivavamo ad impersonale degli oggetti che avevano qualche cosa in comune e ci sfidavamo su quello. Io fingevo di essere, che no so, un tavolo e lui una sieda, per esempio. Ho anche provato, per allenarmi, a fare freestyle su due oggetti, su due strumentali diverse, l’ho fatto poche volte, ma quelle poche volte sono venute veramente bene. 

 
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16 - L'utente Marshall Mathers vuole sapere come è stato per voi lavorare con Tormento ?

Raige : Parlavamo appunto prima degli artisti che ci hanno chiamato dopo il promo, lui è stato uno di quelli. Gli avevamo mandato il promo, senza che ci fossimo mai visti ne conosciuti, e lui ci ha chiamato, ed è stata una cosa bellissima, anche perché io sono cresciuto ascoltando la sua musica. Lui ci ha chiamato riempiendoci di complimenti, ci ha stimolato, ci ha dato una mano e poi ci ha invitato ad andare a trovarlo. Siamo rimasti tre o quattro giorni a casa sua, dove tra l’altro c’era mezza scena hip hop italiana, e poi abbiamo fatto il pezzo insieme. Comunque c’è poco da dire, lui è una persona veramente splendida.

Rayden : Poi è bello vedere un artista che ha raggiunto quel livello, che a 30 anni ha ancora la passione e volontà di chiamare tre ragazzini per darti un parere. Un altro arrivato al suo livello se la tirerebbe. Ha venduto 200.000 copie, ha raggiunto più volte il disco d’oro, eppure non è per nulla montato.

Ensi : Fanno tutti in fretta a parlare di Torme, ma noi che l’abbiamo conosciuto di persona possiamo dire solo una cosa: guai a chi ce l’ho tocca.

   
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17 - Zenden, un altro vostro fan vuole sapere chi sono i vostri rapper preferiti americani ? In più chiede anche se sono previste vostre esibizioni nella sua zona, in Sicilia ?

Ensi : Sicuramente i nostri rapper preferiti, almeno per me, sono quelli della golden age, tutto quello che è golden age è roba che ci manda fuori. Sono le radici e quando ascolti quella roba lì ci vai fuori.  I nostri rapper propriamente preferiti sono Immortal Technique, Fat Joe, soprattutto le robe vecchie, poi andiamo fuori per roba tipo Non Phixion, The Arsonists …

Rayden : Io devo aggiornarla e aggiungere Lloyd Banks, che spacca. Non me lo toccate. 

Ensi : C’è ne sono un sacco che sono fortissimi. Noi andiamo fuori per Rakim, Nas, Method Man però a livello di roba più fresca quelli che abbiamo citato. Poi ci infottiamo soprattutto con quelli che non conosciamo. A livello invece di gruppo però che spacca tutto per quanto mi riguarda il mio preferito sono gli M.O.P. a livello di violenza che riescono ad esprimere. Poi ancora, Das EFX, Onyx, cazzo siamo innamorati di tutti.

Rayden : Anche i Mobb Deep, gli Infamous Mobb.

Ensi : Per quanto riguarda la seconda parte della domanda. Si stanno muovendo per farci suonare in provincia di Catania. Se non è questa estate, sarà più avanti. Il problema sono i soldi. Noi non chiediamo niente per andare a suonare al sud, se non il viaggio. Ma per l’aereo non ci sono abbastanza soldi, e farlo in treno diventa veramente dura. Comunque in un modo o nell’altro lo faremo.

Raige : Stavamo pensando a un minitour in meridione. Cosi mettiamo un po’ di date insieme e facciamo un viaggio solo. Comunque vi faremo sapere.

   

Sito ufficiale di OneMic : www.onemic.it
Contatti : info@onemic.it

Per acquistare l'album “Sotto la Cintura” ( 15.00 Euro ) clicca sui seguenti link :
http://www.atipicihiphopcity.com
http://www.vibrarecords.com/vibrarecords3

Intervista realizzata ad Agosto 2005 da : Alessandro “Barça” Barcellona, Nicolò “Nico#7” Aiello, Carlo “GMB a.k.a B-Dogg” Battaglia & Luke

Ringraziamenti : OneMic per la disponibilità e la collaborazione. Dario Berzano per aver partecipato alla stesura delle domande. Gli utenti di EminemItalia che ci hanno mandato le loro domande. Donatella, Laura e Lo per il supporto tecnico. 

 
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